S'infrange la veletta del sento e non vedo
lacrime nere e bianche che si rincorrono
all'ansa di quel niente a tutt'angolo
sopra il labbro deforme alla paura:
è una nota alta, un'attesa d'arco,
disaccordo per una viola sottovento.
Non obbedisco più al sole, alla pioggia,
sotto il lento passo della paura ruotano i mondi
che intuisco alla velocità della veduta.
Donatella Maino, 27 novembre 2007
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