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Assisi - 11 Luglio 2008right

a Assisi

 

Visita alla Basilica di San Francesco

Dopo aver mangiato, a piedi ci rechiamo alla Cattedrale, dove attualmente sono sepolte le spoglie di San Francesco. Arriviamo dalla parte superiore, attraversando un bellissimo prato verde, nalla parte superiore della Basilica, quella per intendrci che contiene numerosi affreschi di Giotto, che narrano la vita del santo attraverso bellissime immagini della sua vita terrena. L'esterno della basilica ha richiami evidenti al gotico francese nella cuspide della facciata. Le mensole orizzontali e soprattutto il rosone hanno un'aria decisamente italiana ed umbra che ci fa ripensare alla cattedrale di S. Rufino e di cui ne richiama gli elementi.Il campanile inoltre è greve con un largo 

impianto che si alleggerisce con le cornici orizzontali divisorie e appena si rianima con profilature salienti, verticali, verso aperture molto alte. L'interno propone una sola navata a quattro campate di ampio respiro con largo transetto e abside poligonale. I pilastri che sostengono le volte si inseriscono quasi nella parete con le loro polistili linee ascendenti a fasci di colonnine su cui poggiano senza grossi sforzi i costoloni delle volte a crociera. Le pareti, con un'ascendenza calma ed ampia, ad una certa altezza rientrano formando un ballatoio che corre lungo la navata e nella parete della facciata sale sopra il portale sottostante il rosone. L'insieme architettonico crea un senso di luminosità, di colore, di serenità che contrasta fortemente con l'austerità della basilica inferiore.Dal profondo dell'essere turbato dal peccato e dalle passioni nasce al contatto purificatore di Francesco questo respiro di liberazione e di gioia pura. Se si vuoi capire lo spirito religioso e artistico di questa chiesa occorre tener presente che i francescani si dedicavano particolarmente l'istruzione religiosa del popolo minuto. Perciò essi, da bravi maestri, oltre alla parola parlata, usavano la parola dipinta. L'immagine visiva fu sempre uno strumento didattico efficacissimo, usato dalla Chiesa sia per i dotti che per i semplici i quali sono più colpiti dalle figure che dai discorsi. Ecco perchè le chiese dei Medio Evo e particolarmente quelle francescane e domenicane furono spesso ricoperte 

 

 

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di pitture. Al popolo, per lo più analfabeta, che non sapeva o non poteva leggere un testo scritto, veniva offerto un testo dipinto sulle pareti della Chiesa. La decorazione pittorica della chiesa francescana non aveva scopi ornativi, ma didattici, e perciò veniva chiamata la "Bibbia dei poveri". Vi si trovavano infatti descritti e rappresentati, per episodi salienti, tutti i testi della Rivelazione divina. Il grandioso ciclo pittorico della basilica Superiore è il più unitario e logico che si conosca, e si presenta come un'opera storica e religiosa. Tutto l'insieme della decorazione esprime, con ordine rigoroso ed evidente, l'unità e la finalità della Chiesa raffigurata concretamente nell'edificio della Basilica, costruita in forma di Croce, cioè sulla passione dell'Uomo Dio. Il centro della Chiesa è costituito dall'Altare, cioè del mistico Calvario, sul quale il Cristo rinnova il suo sacrificio. Per questo il messaggio della sua pittura rimane al di là della prosa poetica e umana di Giotto e mantiene quel tanto di aristocratico tono che si fa denso di bagliori e fortemente drammatico. GIOTTO fu chiamato ad Assisi dai Francescani dopo che per loro aveva creato la Maestà per la bella Chiesa d'Ognissanti e per sempre rimarrà legato all'Ordine fino alla morte. I critici sono incerti sulla data dei lavori giotteschi della Basilica Superiore. Il Vasari parla nelle "Vite" degli anni 1296? - 1304, mentre sappiamo che in tale anno è già tutto assorbito per gli affreschi della Cappella 

degli Scrovegni di Padova. Il ciclo di Assisi abbina due meraviglie: quella della vera prima narrazione prosastica di una vita di S. Francesco in un ritmo continuo narrativo e quella dell'arte di Giotto: "clel ritrarre bene, di naturale, le persone vive come dirà il Vasari. Non basta. Giotto doveva necessariamente sintetizzare il messaggio umano cristiano di Francesco: semplicità, rispetto di ogni creatura e penetrazione dei suo essere e dei suo messaggio in comunione con l'uomo; amore della creazione come opera di Dio e come scala per ritornare alla sua contemplazione: perdono in senso orizzontale e verticale per ristabilire l'armonia dentro cui l'anima degli uomini può trovare la pace e la gioia. Le pitture di Giotto destinate a colpire vivamente la fantasia popolare hanno il carattere dell’immediatezza narrativa e di plastica evidenza. Le scene si affiancano ciascuna con un evidentissimo centro compositivo di chiara impostazione drammatica con personaggi psicologicamente ben definiti, con forte rilievo plastico e con efficace e geniale evidenza pittorica. Il cosiddetto naturalismo di Giotto ebbe buon gioco in queste pitture che avevano il compito di narrare di commuovere colpendo direttamente la semplice fantasia popolare senza sottigliezze dottrinali e senza astrattezze allegoriche.Il pennello di Giotto segue fedelmente nella narrazione la vita scritto da S. Bonaventura. Poi, dopo diverso tempo speso ad ammirare gli affreschi, tramite una scala esterna si scende alla Basilica inferiore quella che conserva le spoglie del santo. Quì regna una calma e una quiete irreale, si passa dalla luce sfavillante della basilica superiore a quella cupa della inferiore, atmosfera che ci guida al raccoglimento e alla preghiera. La Chiesa inferiore par che preghi inginocchiata sulla tomba del Santo.

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I due edifici sovrastanti par che alludano alla doppia vicenda della vita umana, prima nella fase terrena e dolorosa, poi in quella celeste e gaudiosa. L'unione dei due edifici esprime anche il concetto tipicamente francescano che la perfetta letizia (Chiesa superiore) può nascere soltanto sul sacrificio liberamente accettato (Chiesa inferiore). La navata centrale si presenta come una galleria oscura formata dalle potenti costolature degli archi impostati ad altezza d'uomo. Lo sguardo è attratto da una incerta luminosità dell'altare maggiore e dalle vele della Crociera. Le quattro pitture allegoriche. iscritte in quattro triangoli della volta non sono pura decorazione o piacevole ornamento ma rappresentano le –u8209 – ommecose" del Francescanesimo e sono le figurazioni allegoriche della santità a cui pervenne Francesco nell'osservanza dell'Obbedienza, della Castità e della Povertà. La sottile trattazione sistematica e pittorica rivela che l’opera fu eseguita sotto la rigorosa e costante vigilanza di un teologo francescano al quale il pittore doveva obbedire, Le vele sono uno degli esempi più luminosi della collaborazione fra l'ideatore religioso del "soggetto" e l'esecutore laico dell'opera d'arte, secondo le consuetudini e la tradizione di tutto il Medio Evo. Verso le 17 ci dirigiamo verso la Basica della Madonna degli Angeli, una delle più grandi d'Italia. Quì è conservato al suo interno il luogo dove pregava il santo e la celletta dove venne sepolto appena morto, prima di essere trasferito nella basilica inferiore di Assisi. Alle 18,30 si riparte per Chieti dove arriviamo alle 21, stanche ma soddisfatti della lunga gita di un giorno ad Assisi.

 

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Antonio@Enio