a
Assisi
Visita ad ASSISI
Partenza da
Chieti alle 7,00, oggi si dovranno fare 250Km, parte in autostrada,
fino ad Ascoli, parte su una strada di montagna stretta, che taglia
l'Italia in due e parte su una superstrada abbastanza sorrevole.
Alle 10,30 siamo alle falde della collina su cui sorge la città di
Assisi. Dal basso, appena dopo la chiesa di S. Maria degli Angeli,
lo scrigno suntuoso destinato nel 1569 da Galeazzo Alessi a
contenere l'antica Porziuncola, si osserva estasiati la chiesa di
San Francesco che più che una chiesa ci appare una autentica
fortezza. Prima fermata per scattare le foto da lontano e avere una
bella veduta d'assieme. Tutta Assisi ci appare sullo sfondo del
Subasio, con lo sprone del Sisto IV a sorreggere sulla sinistra la
guerresca struttura del Sacro Convento, la cui mole, insieme alle
Basiliche, superiore e inferiore formano l'elemento essenziale della
"forma urbis". Infatti, nonostante la posizione defilata ed
eccentrica, il complesso si impone sovradimensionato rispetto a
tutto il tessuto vario e monumentale. Si riprende la marcia di
avvicinamento con il parcheggio ella macchina e la visita alla città.
Partiamo dal

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parcheggio
Mojano e da li si risale in superfice con un comodo ascensore . Le
strade e le case ci appaiono pieni di fiori e addirittura, cosa
abbastanza insolita, hanno messo delle lunghe file di vasetti di
gerani attaccati ai muri delle case e l'aere assume quel non so chè
di festoso. Prima visita all'oratorio di San Francesco Piccolino
costruito sul fondaco della casa paterna di Franceso trasformato in
luogo sacro da Piccardo, nipote del santo, dopo la metà del '200 ed
abbellito col grande arco esterno nel 1281. La didascalia dell'arco
ogivale della porta, vi fu posta nei primi del '300 e dice: "Questo
oratorio fu stalla del bove e dell'asinello dove nacque San
Francesco, specchio del mondo". L'interno conserva resti di
affreschi sovrapposti dei secoli XIII, XIV e XV.Di fronte alla
chiesetta c'è il monumento ai genitori di Francesco, voluto da padre
Felice Rossetti francescano minore conventuale. La sua realizzazione
fu resa possibile grazie alle offerte di alcuni devoti del santo,

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ed in
particolare del Cav. Francesco Gabelli. Le statue in bronzo, opera
dello scultore viterbese Roberto Joppolo, rappresentano i due
personaggi in vestiti dell'epoca, nel momento in cui Francesco viene
lasciato seguire il comando dal crocifisso di S. Damiano: "Francesco
va, ripara la mia casa che, come vedi è tutta in rovina". Secondo il
racconto dei primi biografi, durante la prigionia di Francesco,
nella casa paterna, "Pica, rapita da materno amore, un giorno ruppe
le catene e lo lasciò andar via libero". Dopo la rinunzia del figlio,
avvenuta davanti al vescovo della città, "Pietro si alzò, prese i
denari e i vestiti e se ne tornò a casa". Il monumento vuole essere
un segno tangibile a pietro di Bernardone e a Madonna Pica per aver
donato all'umanità il figlio, San Francesco. Si sale ancora per
arrivare in una bellissima piazza con una incantevole fontana, per
arrivare alla chiesa di Santa Maria costruita su un tempio dedicato
a Minerva

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tempio
dedicato a Minerva.Fu costruito nel primo secolo dopo Cristo,
dedicato alle dea Minerva dai fratelli Tiro e Cesio Prisco.
E' un elegante tempio di stile corinzio, su sei alte colonne
che sorreggono la trabeazione e il timpano. Costituiscono
una particolare caratteristica i gradini di accesso al
pronao, inseriti tra i plinti delle colonne. Molto belli e
ben condervati, appaioni, i capitelli. La cella del tempio è
oggi adibita a Chiesa Cristiana, appunto, S. Maria sopra
Minerva. Ai lati della piazza si notano nobili palazzi
seicentesci, oggi adibiti a scuole. Si vede sulla sinistra
la casa dei Maestri Comacini del XII seclo, la Biblioteca
Comunale ricca di preziosi manoscritti e a destra il
bell'Oratorio dei Pellegrini affrescato dal Mazastris e da
Matteo da Gualdo e infine, ammiriamo il Porticato del monte
Frumentario. E' ormai mezzogiorno e decidiamo di fermarci al
Self Service sulla strada per mangiare. Alle 13,20 si

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riparte
per andare a visitare la Basilica di San Francesco. Questa,
episodio fondamentale della storia urbana di Assisi,
iniziata da frate Elia alla morte di Francesco, ci appare in
tutta la su grandezza e bellezza.
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